L'AQUILA - Guardiani Italiani

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PERSONAGGI > I GUARDIANI

Giovanni Ianni è un giovane abruzzese nato a L'Aquila, appassionato di falconeria. Anche se terrorizzato solo all'idea di prendere un aereo, fin da bambino rimane affascinato dal senso di libertà quando osserva il volo dei rapaci, e inizia ad appassionarsi a loro seguendo gli insegnamenti di suo nonno falconiere. Proprio quest’ultimo, data la sua esperienza con i rapaci, fu chiamato a svolgere il lavoro di custode della gabbia delle aquile, una voliera della città, ma che lui chiamava "prigione", in cui per tradizione erano tenuti alcuni esemplari. L’uomo odiava vedere quei grandi volatili così rinchiusi, senza avere lo spazio per volare e nemmeno per aprire le ali. Tuttavia, come era solito ripetere, svolgeva quel lavoro perché, rispetto ad altri, sapeva di potersi occupare al meglio di loro. Un giorno, però, dopo aver divelto alcune sbarre simulando un atto di vandalismo, il nonno portò a casa una di quelle aquile, un esemplare femmina, la più vecchia e stranamente longeva. Aveva spiegato al nipote di aver sottratto quell'esemplare perché gli piangeva il cuore a vederlo spegnersi in quella gabbia, ma non era tutto... il rapace, infatti, si distingueva per una eccezionale intelligenza e per via di strani comportamenti tramite cui i l'aquila sembrava parlargli attraverso il pensiero pregandolo di liberarla. L'aveva vista soffrire più volte, percependo il suo pianto di dolore, per cui decise di chiamarla "Lacrima".
Passano gli anni e Giovanni diventa falconiere come il nonno, ormai scomparso, il cui ricordo è in lui vivo più che mai. Rimane legato esclusivamente a Lacrima con cui è cresciuto instaurando un rapporto profondo di amicizia reciproca. Il rapace, infatti, manifesta capacità telepatiche anche con Giovanni e i due diventano amici inseparabili e compagni di lavoro affiatati, soprattutto nelle operazioni di bird control.
Il giovane, però, ha capito da tempo che c’è qualcosa di incredibile nella sua compagna. Innanzitutto è decisamente troppo longeva. L'aquila reale, infatti, può arrivare fino a 32 anni di vita in libertà e fino a 46 in cattività. Lacrima aveva già un'età stimata sui 45 anni quando iniziò a occuparsene il nonno, per cui ora ne ha circa 70. Inoltre, tutti gli anni passati in quella gabbia così piccola non hanno minimamente intaccato le sue capacità fisiche. Nonostante ciò, Il ragazzo nota con amarezza che la sua migliore amica ha inesorabilmente iniziato a mostrare i segni dell'invecchiamento… ed è così che, un freddo mattino d'inverno, anche Lacrima viene a mancare. Giovanni, distrutto dal dolore, sente di aver perso per sempre una parte di sé. Dopo aver avvolto il corpo ormai rigido del volatile in una coperta, parte alla volta di Rocca Calascio, dove tante volte aveva lasciato la sua Lacrima libera di volare. Decide di seppellirla su un'altura poco lontana dalla rocca e, dopo aver impilato alcune pietre con le lacrime che gli scendono copiose sul viso, il giovane recita sottovoce una preghiera per l'anima dell’inseparabile amica. Ma accade qualcosa. Un'ombra scura, che sembra formata da filamenti neri come la notte, si addensa di fronte a lui fino a prendere la forma di un'aquila! Giovanni si blocca, ma non prova paura di fronte a questo evento soprannaturale. All'improvviso, la forma gli si lancia contro facendolo cadere giù dall'altura. Il giovane urla mentre precipita per diversi metri e, con gli occhi ben chiusi, aspetta l'impatto sulle rocce che, però, non arriva. Giovanni si ritrova invece a volare, libero, nel cielo...
Tempo dopo, scopre di più sui poteri che ha acquisito proprio grazie a Lacrima, il cui spirito ora alberga in lui e con cui, attraverso la telepatia, può ancora comunicare. Il giovane così apprende che la sua inseparabile amica, molti anni prima, era entrata in contatto con un’energia cosmica, che aveva ospitato dentro di sé, la cui natura accelera il processo evolutivo degli esseri con cui entra in simbiosi. Così, oltre alla facoltà della telepatia, della rigenerazione fisica e dell'incredibile longevità, Lacrima aveva anche potuto proiettare il suo spirito dentro il corpo del proprio compagno umano, donandogli al tempo stesso anche la possibilità di evolversi secondo i propri desideri. In questo modo, Giovanni, il cui più grande sogno era quello di librarsi in volo, attraverso la stessa energia cosmica che evolve gli esseri viventi, ha sviluppato la capacità di poter materializzare, all’occorrenza, possenti ali con cui volare.
2020
Un video che riprende Giovanni mentre è in volo, diventa virale sui social e viene trasmesso nei vari tg. In una trasmissione, viene accomunato a altri due superumani della regione, per cui viene coniato l’appellativo "SCUDO D'ABRUZZO". Poco dopo, entra in contatto con loro, un uomo e una ragazza. I tre decidono di utilizzare i poteri acquisiti per proteggere il proprio territorio di appartenenza, proprio come le tre fasce che compongono lo scudo della bandiera della regione Abruzzo: bianca, verde e azzurra, a rappresentare le montagne, le colline e il mare. Così, l'uomo chiamato Capitan Pescara finisce per diventare il Guardiano della costa, sul mare. Maja, la ragazza, la Guardiana dei boschi nelle aree naturali. E infine lui, libero di volare dove solo le aquile osano arrivare, diventa il Guardiano delle montagne innevate e della superficie montuosa abruzzese. Il Guardiano alato... L'AQUILA!
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