CAVALIERE OMEGA - Guardiani Italiani

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­"Attraverso il varco dimensionale generato dallo scudo "Kronogate", i Cavalieri Evocatori possono richiamare gli Eterni, gli antichi spiriti arcani perduti oltre la sfera dello spazio... e del tempo... "

Leonardo De Leonardis ha realizzato il sogno della sua vita, quando, insieme a sua moglie Elena e a suo figlio Leo, si è trasferito a Castelmezzano, uno dei borghi tra i più belli d'Italia, a ridosso delle vette delle Piccole Dolomiti Lucane, nel cuore della Basilicata. Qui, a casa dei nonni paterni, aveva trascorso le estati da bambino e, dopo aver ereditato l’edificio, dove ora vive, ne ha poi ricavato 3 camere separate per il suo bed and breakfast "Dal Cavaliere". Questa nuova attività, svolta insieme alla famiglia, lo rende molto felice, soprattutto perché gli permette di godersi appieno il paese, con le sue case arroccate nella roccia di pietra arenaria, le viuzze strette e gli scalini ripidi, che, proprio come nei suoi ricordi d'infanzia, mantiene quell’atmosfera di un’altra epoca che Leonardo adora. Il piccolo borgo, infatti, soprattutto alle luci del crepuscolo, gli ricorda un presepe medievale fermo nel tempo.
Le colazioni per gli ospiti sono già pronte, gli rimane buona parte del mattino e del primo pomeriggio per andare con Leo a fare una bella passeggiata attraverso il suggestivo “percorso delle sette pietre” e poi fare con lui un bel picnic! Purtroppo, però, il suo buon umore e il momento idilliaco, vengono bruscamente spazzati via dalla chiamata da un numero sconosciuto:
«Pronto?»
«CODICE OMEGA!»

Leonardo conosce bene il significato di quelle parole: è il modo in cui il suo contatto, l'agente segreto dei Men In Black, è solito chiamarlo in missione. Esce subito di casa e, mentre il sole mattutino illumina la scena, nel mezzo dei turisti intenti a passeggiare, nota subito la figura che lo attende nella piazzetta del belvedere. Camminando verso l'inconfondibile silhouette, ripensa al motivo che lo collega alla sezione M.I.B. della CIA. Tutto era cominciato qualche anno prima. Dopo aver ereditato la casa del nonno, nella cantina ritrovò un strano scudo che sembrava molto antico. Non sapendo come un reperto simile fosse potuto venire in possesso della sua famiglia e, soprattutto, non volendo rischiare di infrangere la legge, decise di contattare i beni culturali per denunciarne il ritrovamento. Ma al posto di un qualche rappresentante della Sovrintendenza ai Beni Culturali, come si aspettava, fu subito contattato da supposti agenti segreti governativi, i M.I.B., gli Uomini in Nero. Senza tanti giri di parole, gli raccontarono che quello scudo, di cui da secoli si erano perse le tracce, probabilmente era finito in un angolo della cantina sua cantina perché appartenuto alla famiglia dei baroni De Leonardis, che governò su Castelmezzano dal 1580 al 1686, ed estintasi dopo che il borgo passò per via nuziale ai De Lerma. Probabilmente, un ramo sconosciuto della famiglia, allontanatosi tempo prima dal paese, doveva aver ereditato l'antico oggetto, ritrovato poi nella casa degli ultimi discendenti… la sua famiglia! I M.I.B. sapevano molte cose sullo scudo. Gli spiegarono che era un manufatto davvero molto antico e che fu portato in Basilicata, insieme ad un altro all’apparenza identico, dai Normanni, insediatisi nelle terre lucane tra l'XI ed il XIII secolo d.C.. I Normanni, a loro volta, li avevano probabilmente ereditati dai primi Vichinghi da cui discendevano. Un antichissimo documento vichingo, infatti, parla di un particolare scudo legato al simbolo dello "Yggdrasil", che, secondo la mitologia norvegese, è il Grande Albero che collega i regni dell'universo. I due scudi facevano proprio questo: aprivano un varco, un collegamento con un universo parallelo! Da quanto avevano supposto i Men in Black, era altamente probabile che i due oggetti stessi fossero arrivati nella nostra dimensione da un universo alternativo, attraverso un "wormhole", un cunicolo spazio-temporale, una sorta di "scorciatoia" da un punto dell'universo a un altro. Ma come, uno di questi, entrò in possesso della sua famiglia? All'inizio si pensava che, nascosto all'interno del paese, fosse finito tra gli averi dei baroni De Leonardis per caso, ma, dopo varie ricerche, i M.I.B, scoprirono che lo scudo fu tramandato nella famiglia da un lontano antenato, un Cavaliere Templare incaricato di usarlo in battaglia. I Cavalieri Templari, infatti, presenti in passato nel borgo, entrarono in qualche modo in possesso dei due scudi e li modificarono esteriormente, applicandovi rispettivamente il simbolo dell'Alfa e dell'Omega. Nelle loro intenzioni, sarebbero dovuti diventare armi invincibili con potere divino, utilizzati da due dei loro migliori guerrieri, addestrati appositamente, che avrebbero rappresentato il potere dell'Alfa e dell'Omega, ovvero il potere dell'Onnipotente. Ma, sebbene i due furono preparati per combattere fianco a fianco, accadde qualcosa fra di loro che portò a uno scisma nell'Ordine dei Templari, generando rispettivamente l'Ordine dei Cavalieri Alfa e quello dei Cavalieri Omega. Osteggiati dagli stessi Templari e dalla Chiesa, i due Ordini furono dispersi, ma quello dei Cavalieri Omega riuscì segretamente a sopravvivere e a tramandare il proprio scudo ai discendenti del Cavaliere prescelto.
Leonardo, in questo modo, era anche venuto a scoprire che, molto probabilmente, fu la storia di questi due cavalieri ad aver ispirato lo stemma cittadino. Ma, la cosa più incredibile era che proprio lui, Leonardo De Leonardis, era il predestinato a controllare il potere di quel magico scudo. In verità, come gli avevano spiegato i M.I.B., questo non aveva nulla di magico, perché la tecnologia che lo azionava, seppur appartenente a un universo parallelo, sottostava a precise regole della meccanica quantistica. L’entanglement quantistico, con i suoi bizzarri legami fra particelle gemelle, azionava il wormhole, il tunnel che attraversava lo spazio-tempo, collegando tra loro coppie di buchi neri. Per lui tutto ciò era arabo, ma l’importante era che i M.I.B. avevano studiato a fondo lo scudo e avevano capito che, con il comando di chi era destinato a controllarlo, poteva aprire un varco dimensionale e, cosa ancora più incredibile, permettere di evocare una creatura eterna che rispondeva ai comandi mentali dell'evocatore. Per semplicità, chiamarono lo scudo "Kronogate" e, a quanto pare, lui era il solo a poterlo controllare grazie a una particolare mutazione genetica ereditaria. In qualche modo, infatti, attraverso l'uso dell'alchimia, i Templari avevano alterato un tratto genetico del suo avo, uno dei due cavalieri destinati a usare la speciale arma. La mutazione che i M.I.B. ribattezzarono "Gene-Omega", e che lui aveva ereditato come tutti i discendenti del Cavaliere prima di lui, compreso suo nonno, gli permetteva di connettersi telepaticamente al tecnologico manufatto, in modo da evocare la creatura che dai documenti in possesso dei M.I.B. rispondeva al nome di "Ancrus".

Leonardo arriva di fronte all’Agente Smithers. Dall’espressione tesa del suo volto capisce che, questa volta, la faccenda è davvero grave.
«I nostri nemici hanno trovato il discendente del Cavaliere Alfa. A quanto pare è già riuscito ad evocare la sua creatura, Azrael… non abbiamo molto tempo!»
Dopo un attimo di esitazione, Leonardo prende l'unica decisione possibile:
«Okay… CAVALIERE OMEGA e ANCRUS sono pronti a combattere!»
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