IRON 8 - Guardiani Italiani

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PERSONAGGI > I GUARDIANI

Nicolas Greco è un giovane archeologo che vive a Andria, in Puglia. Nonostante sogni grandi avventure e scoperte in paesi esotici, per vivere, lavora praticamente dietro casa, a Castel del Monte, che, almeno, è uno dei siti archeologici più suggestivi d'Italia. Di sicuro, lavorare in un sito di tale importanza, inserito sia nell'elenco dei monumenti nazionali italiani che in quello dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, per un archeologo, soprattutto oggigiorno, non dovrebbe essere male… se non fosse che Nicolas non è una guida ufficiale del sito, posizione di rilievo svolta dai suoi colleghi, bensì si limita a esserne il custode, l'unico custode! Già, perché, strano a dirsi, la mancanza di sicurezza e di personale, due problemi cronici per musei, castelli e siti archeologici pugliesi, colpisce anche Castel del Monte, il più visitato tra i beni del polo museale regionale.
A rendere ancora più avvilente la propria posizione lavorativa, è il fatto che pur ormai conoscendo a memoria la storia di Castel del Monte, Nicolas si ritrovi, il più delle volte, non a dare informazioni utili a scoprire lo spettacolare monumento, bensì a indicare ai visitatori la toilette, peraltro, dovendo subire il loro disappunto quando scoprono che i servizi sono a pagamento e che per raggiungerli bisogna tornare sui propri passi fino al parcheggio.
Tutto sommato, però, pur non essendo il lavoro per cui ha studiato tanto, il giovane archeologo non si lamenta troppo perché fare il custode gli permette di ritagliarsi del tempo per le proprie ricerche. La mancanza di personale, infatti, gioca a suo favore, perché l'essere sempre disponibile, anche in caso di malattia, gli garantisce un trattamento speciale e, anche mentre è in servizio, tra un'indicazione e un'altra per la toilette, può studiare l'argomento che più di tutti l'ha sempre affascinato e di cui è piuttosto esperto: il mistero del Sacro Graal!
Ormai sicuro, in base alle teorie e alle fonti storiche, dell’esistenza di più reliquie che possano essere accostate alla coppa con la quale Gesù celebrò l'Ultima Cena e nella quale Giuseppe d'Arimatea raccolse il sangue di Cristo dopo la sua crocifissione, il giovane studioso è anche convinto che ne esista una che, più di tutte, debba aderire perfettamente al mistero del Graal dal punto di vista simbolico. Il Graal, infatti, allude a una conoscenza esoterica o iniziatica, elargita gratuitamente da Dio, ma che comporta una conquista o, meglio, una rinuncia, riservata a coloro in grado di accoglierne il mistero, degni di portare il fardello dell'enorme potere magico in esso racchiuso. Proprio in tal senso, Nicolas abbraccia la teoria per cui il termine Sacro Grall o meglio "Santo Graal" deriverebbe da "Sang Real", "Sangue Reale", ma rivisitata sotto la luce di una propria personale intuizione. Secondo una interpretazione, negli ultimi tempi riproposta da numerosi libri, siti web e film fiction, il termine starebbe a significare il sangue della discendenza di Gesù, sposato con Maria Maddalena. Il giovane, però, rigetta tale tesi e, confrontando le informazioni che è riuscito a decifrare, è sempre più convinto che l'etimologia possa indicare entrambi gli aspetti. Da una parte il "Santo Graal", cioè la coppa, il contenitore, dall'altra il contenuto, ovvero il "Sangue Reale" che starebbe a indicare non una discendenza, ma semplicemente il potere divino dato a chi ne sarà degno. Ovviamente sa anche che proprio il sito archeologico in cui lavora, è stato per tanto tempo al centro di varie teorie che lo legano ai Cavalieri Templari e quindi al Graal, anche se la questione è controversa. Quindi, scoprire il più possibile sulla storia di Castel del Monte, anche ascoltando di prima mano le teorie degli studiosi che vi si recano, è una ragione più che sufficiente, oltre allo stipendio di cui ha bisogno, per continuare a svolgere il suo poco edificante lavoro di custode. D'altronde, pare sia stato ormai appurato che il maniero pugliese, sebbene la storia voglia annoverarlo nella lista dei castelli italiani, non sia mai stato una fortezza difensiva, né tanto meno un'abitazione, ma piuttosto un tempio. E se davvero il Graal fosse legato a Castel del Monte?
Una recente teoria ha però tolto molto del mistero attorno alla spettacolare costruzione. Due studiosi, mettendo in relazione la società in cui è cresciuto e che ha influenzato l'Imperatore del Sacro Romano Impero, Federico II di Svevia, figura che ha decretato la costruzione di Castel del Monte, hanno avanzato l'ipotesi che questo rivestisse una funzione sicuramente inaspettata, ovvero un luogo in cui potersi purificare e ricreare nel corpo, seguendo il modello di un hammam arabo. Molteplici sono infatti i particolari atti a supportare l'idea: il castello presenta sofisticati sistemi di canalizzazione e conservazione dell'acqua, diverse stanze da bagno e un percorso obbligato tra quelle che si pensa fossero stanze fredde e calde per permettere la termoregolazione del corpo umano, come funziona appunto negli hammam.
Nicolas, però, pur volendo dare credito a questa teoria, viste anche le numerose prove a sostegno, pensa che ci sia molto di più e che non tutto sia stato svelato su Castel del Monte. Il giovane è anche convinto che, sebbene i rapporti tra loro si fossero inaspriti nel tempo, Federico II e i Templari abbiano collaborato alla costruzione di Castel del Monte e che proprio quest'ultimi vi abbiano nascosto la mistica reliquia. Senza contare la relazione che lega Castel del Monte con il misterioso "manoscritto Voynich", definito anche "manoscritto di Dio", un codice illustrato risalente al XV secolo realizzato con un sistema di scrittura che non è stato ancora decifrato e illustrato con misteriosi disegni, al punto che è stato definito da più parti come «il libro più misterioso del mondo». Il dato più rilevante è presente nella sua sezione astronomica del libro, in cui su un foglio si trova la planimetria di un edificio compatibile proprio con quella di Castel del Monte! Pensando a questa relazione, Nicolas si è più volte chiesto il perché di una tale segretezza se in fondo il monumento italiano altro non era che "un bagno turco"! Peraltro, nel disegno sul manoscritto, al centro della planimetria, vi è raffigurato il simbolo del sole e il simbolismo solare per indicare Cristo è ben radicato nella Bibbia. E come non fare un parallelo con le parole del figlio Manfredi, futuro re di Sicilia, quando, all’indomani della morte di suo padre Federico II, in una lettera indirizzata al fratello Corrado IV citava tali parole: “Il sole del mondo si è addormentato, lui che brillava sui popoli, il sole dei giusti, l’asilo della pace”.
Nicolas a questo punto inizia a fantasticare, andando oltre gli indizi a sua disposizione, ma proprio questi, d'altronde, rimandano a diversi simboli su cui si possono fare svariate supposizioni. C'è prima di tutto il numero "8" che a Castel del Monte torna in forma geometrica. Infatti, caratterizzato da una pianta ottagonale circondata da otto torri ottagonali, con otto sale al piano inferiore ed otto sale al piano superiore e con un cortile interno ottagonale, al centro del quale, si narra, vi era una vasca ottagonale, l’edificio, grazie alla forma dell’ottagono, simboleggia la mediazione tra la terra e il cielo. E proprio il ricorrente numero otto, simbolo anche dell'infinito, nel cristianesimo rappresenta la resurrezione. Il simbolo dell'infinito è universalmente considerato anche il numero dell'equilibrio cosmico e rimanda anche al numero dei pianeti del sistema solare e poi, appunto, il sole, al centro, simbolo divino di energia e vita, proprio come l'acqua, che a Castel del Monte, un tempo, sembra non dovesse mancare.
Come spesso accade, a fine giornata, mentre gli ultimi visitatori ancora si attardano ad uscire, Nicolas si ritrova a riflettere su questi aspetti. Per la prima volta, però, gli viene in mente che forse l'acqua poteva non essere stato l'unico elemento a scorrere all'interno di quella perfetta costruzione. E se i sofisticati sistemi di canalizzazione e conservazione dell'acqua fossero stati usati, in occasioni speciali, anche per incanalare una qualche forma di energia? Se davvero Castel del Monte rappresentava il Sistema Solare con i pianeti orbitanti e con al centro il sole, quindi la volta celeste, poteva essere un enorme tempio iniziatico che metteva in comunicazione l'uomo terreno con il Divino? Forse il Sacro Graal, quel "Sangue Reale", era in definitiva un'energia divina che proveniva dal cosmo? A tutte queste supposizioni, Nicolas sorride, pensando che più che fare l'archeologo, avrebbe dovuto scrivere libri di fantarcheologia, di sicuro avrebbe guadagnato di più!
Un altro giorno è passato e i visitatori sono già usciti tutti. Rimane ancora qualche ora di lavoro. Il tempo di fare un ultimo giro per controllare che tutto sia a posto, risistemare i volantini e poi se ne sarebbe tornato a casa dopo aver inserito l'allarme. Questa sera, però, Nicolas si sente particolarmente legato a quel luogo. Nonostante lavori a Castel del Monte da più di 3 anni, pensa che non ha mai goduto della magia di quel luogo in piena notte. Così, gli viene la stravagante idea di restarci a dormire. Si era portato da mangiare da casa, aveva avanzato un panino e aveva dell'acqua, gli sarebbe bastato fino all'indomani. L'allarme lo avrebbe inserito dall'interno e nessuno si sarebbe accorto di nulla. Inoltre, ogni mattino era lui ad aprire la porta d'ingresso, quindi non c'era pericolo che qualcuno arrivasse prima e lo scoprisse.
L'idea di passare la notte da solo per la prima volta in quel luogo gli da una strana sensazione, la sua percezione del luogo stesso è diversa, gli sembra quasi di esserne parte... dopo l’ultimo giro per il castello, Nicolas decide che passerà la notte al piano superiore. Ormai stanco, si corica vicino all'unica finestra a forma trifora che si affaccia a nord. Quando la stanchezza inizia a farsi pesante, improvvisamente si ricorda di non aver inserito l'allarme, ma ormai non ha né la forza né la voglia di scendere di nuovo al piano inferiore e poi, tanto, cosa sarebbe mai potuto succedere? Chi si sognerebbe di venire a rubare dentro una fortezza situata nel mezzo del nulla? Nicolas guarda ancora una volta la campagna circostante illuminata dalla luna, poi chiude gli occhi e si addormenta. All'improvviso, si sveglia di soprassalto. Neppure lui sa cosa l'ha svegliato ma, come in trance, si alza e scende al piano terra. Arrivato giù, ormai del tutto sveglio, si accorge che qualcosa non va. Dapprima nota dei volantini a terra e poi la cassaforte della biglietteria aperta, ma non fa in tempo a rendersi conto di ciò che sta accadendo quando con la coda dell'occhio nota un'ombra che gli arriva addosso. Un attimo dopo, Nicolas è a terra, stordito, con il sangue che gli cola copioso da un profondo taglio sulla testa. Temendo di essere nuovamente colpito, mentre arranca sul pavimento per trovare un riparo, sente le voci dei suoi assalitori che trafficano intorno alla cassaforte. Nonostante le forze lo stiano abbandonando, riesce a trascinarsi fino al centro del cortile interno. Ha la nausea, lo hanno colpito piuttosto forte… sente che sta per perdere i sensi. Non sa quanto sia grave la ferita in testa, ma inizia ad aver paura che se dovesse svenire, potrebbe non risvegliarsi. Nicolas è inspiegabilmente calmo e l'unica cosa a cui pensa è che non vuole morire con il viso schiacciato a terra, ma con lo sguardo rivolto al cielo. Girarsi è una fatica e vi riesce solo facendo appello alle ultimissime forze. Poi, lo vede: quel foro perfetto che inquadra un ottagono nero puntinato di stelle. Per un attimo pensa che si tratta di una bella immagine, non male come ultima visione prima di chiudere gli occhi per sempre. Sente ormai che la vita lo sta abbandonano e, inspiegabilmente, gli viene in mente un breve passo della Bibbia, dal libro di Malachia. Senza quasi rendersene conto, lo recita con un filo di voce:
«La mia giustizia sorgerà come un sole e i suoi raggi porteranno la guarigione...il giorno in cui io manifesterò la mia potenza, voi schiaccerete i malvagi...»
Ciò che succede un attimo dopo ha dell'incredibile.
In alto, al centro, in quella piccola porzione ottagonale di cielo notturno, appare un simbolo di un rosso fiammante. Nicolas lo riconosce subito, assomiglia in tutto e per tutto alla planimetria di Castel del Monte. Nonostante la stranezza della visione, nota per la prima volta che quella forma ricorda una sorta di meccanismo; un secondo dopo, si ritrova a levitare al centro del cortile! Il suo corpo, come attratto da quel simbolo nel cielo, continua a salire verso l'apertura finché si blocca a metà dell'altezza delle mura. A quel punto, vede potenti scariche di energia incandescenti scaturire proprio dal Castello e dirigersi verso il cielo fino a toccare il simbolo rosso fiammante. Anche se non può vedere da dove provengano, intuisce che ogni scarica fuoriesce dalla sommità di ognuna delle otto torri del maniero. Subito dopo, le scariche di energia ridiscendono a terra, attraverso il simbolo, fino a lambire il suo corpo. In un istante, il giovane si ritrova in un vortice di potentissima energia. Sempre levitando ruota su se stesso e riesce a percepire che ogni scarica si avvolge intorno al suo corpo fino a creare un'armatura fatta di luce. Un istante dopo ridiscende a terra e si ritrova di nuovo nel mezzo del cortile, in piedi, mentre una sensazione di incredibile potenza pervade ogni parte del suo corpo. D'istinto si guarda le mani e poi il resto del corpo notando che ora indossa una solida armatura di metallo. Ma l'elemento che più di tutti gli salta agli occhi è il simbolo dell'ottagono lucente al centro del suo petto. Brilla di un rosso fiammante e a Nicolas ricorda ancora una sorta di meccanismo. Un meccanismo in cui scorre una forma di energia rossa lucente che quasi sembra… sangue! Questa armatura, questo potere, sono il "Sang Real", un'arma divina che in qualche modo era stata prelevata in Terra Santa dagli antichi Cavalieri Templari per poi essere portata e nascosta all'interno di Castel Del Monte, che ne divenne il contenitore, ovvero il Santo Graal! Nicolas comprende che per qualche ragione doveva essere stato predestinato a indossare quell'armatura divina, modellata dai Templari grazie all’utilizzo dell’alchimia. Per anni, come un moderno Parsifal, aveva sognato di trovare il Santo Graal senza sapere che, inconsapevolmente, lavorando a Castel del Monte, ne è già il custode. E ora, per qualche motivo a lui ancora ignoto, ne ha ereditato anche il potere!
I suoni intorno a lui, che un istante prima gli sembravano lontani, ora sono chiarissimi e Nicolas capisce subito cosa sta succedendo. Il ladri penetrati nel castello devono aver visto tutta la scena perché stanno fuggendo terrorizzati. Forte della sensazione di inimmaginabile potenza che pervade il suo corpo e il suo spirito, il ragazzo sente l'impulso di inseguirli e senza quasi neppure rendersene conto, si proietta dal centro del cortile volando oltre il terrazzo e fermandosi nel cielo, perpendicolarmente al castello. E' incredibile, è come se già sapesse di poter volare, ma farlo gli da una sensazione di inimmaginabile potenza. La sua figura si staglia nel cielo notturno, avvolta dalla luce rossa che scaturisce dal simbolo sul suo petto. Vede l’auto dei ladri mentre si allontana in tutta fretta, ma decide di non inseguirli. Di sicuro non avrebbero mai più provato ad entrate nel Castello!

E’ mattina, Nicolas si appresta ad aprire il portone di Castel del Monte per accogliere i primi visitatori. La ferita alla testa è sparita, merito del potere dell'armatura, ma è comunque stravolto. Senza indosso l'armatura sente tutto il peso della stanchezza della straordinaria notte passata. Già, perché per tutta la notte il giovane non ha fatto altro che provare l'armatura, scoprendo che gli basta volersene liberare per far sì che questa si dissolva all'istante in un turbine di energia, e che, allo stesso modo, gli basta un comando per richiamare il potere del Graal, ormai legato a lui indissolubilmente. Ha fatto prove sia di volo che di forza, arrivando anche a sradicare un albero! Ha anche provato a richiamare il potere allontanandosi dal castello, scoprendo che funziona ugualmente.
I primi visitatori arrivano presto e Nicolas ricomincia a lavorare e a dare indicazioni per la toilette. Per un attimo si rende conto dell'assurdità della situazione. Lui, proprio lui che per anni aveva sognato di diventare famoso nel suo campo scoprendo il segreto del Santo Graal, ora che lo conosce, non può rivelarlo. D'altronde, trovare la mitica “coppa” comporta una rinuncia in cambio di un potere riservato solo a chi è in grado di accoglierne il mistero.
Nicolas pensa che, come un supereroe, deve tener celata la propria identità, ma se anche lui, ora, è una sorta di supereroe, deve trovarsi un nome figo!
La soluzione gli viene in mente unendo due elementi: la sua armatura, che ricorda quella realizzata in ferro di un Cavaliere Templare, e il numero 8, un simbolo ricorrente a Castel del Monte. Decide di chiamarsi… IRON 8!
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